L’Antico borgo di San Ginesio e la sua vocazione turistico -culturale

San Ginesio si trova nell’entroterra maceratese a 690 metri sul livello del mare e grazie alla sua posizione elevata offre ai visitatori panorami incantevoli che spaziano dal Monte Conero al Gran Sasso fino ai Monti della Laga, tanto da essersi meritato l’appellativo di “Balcone dei Sibillini”.

È un paese straordinariamente ricco di storia, arte e tradizioni che evocano e testimoniano il suo importante passato millenario, pieno di fascino, di azioni gloriose e vivacità culturale.

Il centro storico, infatti, conserva tutt’oggi le caratteristiche della città medievale proiettata verso l’alto e “murata” dalla cinta muraria in pietra, munita di torrioni, baluardi e porte castellane. Le prime notizie sull’oppidum Esculanum trasformato in Castello di Sanginesio risalgono alla fine del X secolo, ma probabilmente il nome del Santo venne attribuito al borgo dopo la discesa in Italia di Carlo Magno.

San Ginesio è anche accoglienza e prodotti tipici. Fa parte del Parco Nazionale dei Monti Sibillini e grazie alle sue caratteristiche ambientali, culturali, paesaggistiche e di vivibilità, è stato insignito del marchio di “Bandiera Arancione” certificata dal Touring Club Italiano e rientra nel prestigioso club de “I Borghi più Belli d’Italia”.

Una lunga tradizione di musici, giullari e teatro

Dai documenti d’archivio emerge la grande sensibilità della comunità ginesina nel corso dei secoli nei confronti della musica e dello spettacolo in genere. Occasione di tali “performances” era la festa del Patrono, il 25 agosto, sempre celebrata con ricchezza e sfarzo, come del resto prevedeva lo Statuto cittadino. Tali documenti consentono di avviare un discorso sull’esistenza di una attività teatrale popolare a San Ginesio sullo scorcio del secolo XIV e di individuare sul nascere la presenza dello spettacolo musicale, che farà di San Ginesio, per più di un secolo, uno straordinario centro di aggregazione di musici, dilettanti o di professione provenienti da svariate parti e radunati per celebrare il patrono della città. S. Ginesio, protettore dei mimi e degli attori è iconograficamente sempre raffigurato in veste di giullare in atto di suonare la viola o il ribechino, come si può vedere nei dipinti di Lorenzo Salimbeni e di Pietro Alamanno nella Pieve Collegiata del comune ginesino.

Spetta inoltre a San Ginesio, il primato del primo Teatro Stabile delle Marche risalente al 1547 con la costruzione di un teatro ligneo al centro della pubblica piazza piantato su 50 pali, con una copertura di panni, e una capienza di mille persone. Di questa costruzione innalzata nel 1548, e che durò in piedi solo due anni, ci parlano gli storici di San Ginesio, che narrano come le commedie recitate dalla gioventù del luogo richiamassero spettatori da ogni dove.

È innegabile che da questa esperienza ispirata al Santo protettore, nasce l’amore dei ginesini per la musica e lo spettacolo, insomma per il teatro ed in questo senso il loro sogno si avvera con la costruzione di questo primo importante spazio deputato alle pubbliche rappresentazioni.

Nei secoli successivi, l’arte teatrale, che nel frattempo continuava ad essere esercitata nel chiuso dei palazzi, magari in Sacre rappresentazioni, riuscì ad avere il suo Teatro stabile solo nel 1877. Quell’anno, al posto del Palazzo del Magistrato, cioè il Palazzo Defensorale dei Priori, venne eretto il Teatro Comunale, inaugurato nell’agosto di quell’anno con “Addina”, l’idillio del poeta locale Alfonso Leopardi, musicato a banda dal maestro locale, Vincenzo Bruti.