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Laboratori per bambini e famiglie
Laboratorio studenti Torino
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25 agosto
20 agosto
21 agosto
22 agosto
23 agosto
24 agosto
Luogo dell'evento
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Auditorium di Sant'Agostino
Belvedere “Monti Azzurri” (Terrazza Residenza Municipale)
Chiostro Sant'Agostino
Colle Ascarano
Giardini "Giulietta Masina"
Giardini Chiesa SS Tommaso e Barnaba
Libreria "Tra le righe"
Oratorio San Filippo Neri
Ostello Comunale
Palestra I.I.O. "A. Gentili - V. Tortoreto"
Piazza Alberico Gentili
Residenza Municipale - Comune di San Ginesio
agosto
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Per questo laboratorio rivolto ai più piccoli l'illusione diverrà
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A cura di Ivan Mistereko
Per questo laboratorio rivolto ai più piccoli l’illusione diverrà atto performativo. Il laboratorio non è solo un corso di illusione, ma un’esperienza creativa dove la fantasia incontra l’ecologia. Insegneremo ai bambini che non serve acquistare kit costosi per diventare maghi: basta saper guardare con occhi nuovi quello che solitamente finisce nel cestino.
La conclusione del laboratorio sarà uno spettacolo di close up.
Il close-up o micromagia, è la magia eseguita a distanza ravvicinata, direttamente davanti agli spettatori. A differenza della magia da palcoscenico, il mago nel close-up lavora in mezzo alle persone — ai tavoli, durante eventi, cene o incontri — creando un effetto molto intimo e sorprendente.
A fine laboratorio quindi ogni bambino/a vestirà gli eleganti panni del più grande illusionista del mondo e all’ora dell’aperitivo in modo diffuso replicherà il proprio micro spettacolo tra i tavoli del bar centrale del Borgo per parenti ed amici, ma anche agli ospiti professionisti del festival: attori, giornalisti e critici.
Orario
29 agosto 2026 17:00
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LABORATORIO DEDICATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE D'ATTORE Artista residente del festival Alessio Maria Romano, coreografo e pedagogo, Leone d’Argento alla Biennale di
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LABORATORIO DEDICATO AGLI STUDENTI DELLE SCUOLE D’ATTORE
Artista residente del festival Alessio Maria Romano, coreografo e pedagogo, Leone d’Argento alla Biennale di Venezia
RESTITUZIONE DEL LABORATORIO PER STUDENTI DELLE SCUOLE D’ATTORE
“ISLAND3 – Utopia”
Tornare a san Ginesio. Un terzo appuntamento. Una costruzione negli anni di una progettualità d’incontro.
Un luogo e un momento di studio dove fare domande sulla ricerca e sulla pedagogia.
Continua la metafora dell’isola come luogo reale o immaginario dove approdare o dove naufragare.
Una opportunità di scambio e confronto e così tentare di approfondire e iniziare un processo di creazione.
Dopo le precedenti esperienze e in questo presente, le domande si fanno più fitte e difficili.
Le contraddizioni e i compromessi con il così detto reale diventano a tratti emozioni dolorose.
Risposte complesse da dare e dire.
Quale la posizione di chi insegna e di chi apprende?
Quale la relazione fra le generazioni, fra gli artisti e il mondo?
Quali i desideri, le frustrazioni, le conquiste e i fallimenti?
Possiamo, davvero dopo le precedenti esperienze, confortarci su come si muove e funziona il sistema e dire che è tutta una illusione?
Un errore di percezione del reale? Un errore di progettazione? Un’isola dal nome UTOPIA di vecchia memoria?
Qui nuovamente approdiamo.
Il corpo come primo strumento d’indagine e contatto con il reale.
L’immaginazione come strumento di costruzione.
Insieme a vecchie e vecchi, nuove e nuovi naufraghi ma anche esploratrici ed esploratori,
proveremo a domandarci a che punto sia la nostra Utopia e forse la nostra Illusione e così illuderci e illudere.
Partiremo da qui e poi il resto è tutto da indagare sul presente.
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La compagnia Bartolini/Baronio quest’anno propone al festival
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A cura della compagnia Bartolini/Baronio
La compagnia Bartolini/Baronio quest’anno propone al festival il laboratorio intensivo per adolescenti: “Le cose che inventiamo”, prendendo ispirazione dalle parole di Chandra Livia Candiani — “Tutto brucia di illusione di incantamento” — il percorso invita i ragazzi a indagare il confine tra realtà e finzione. Il titolo stesso gioca sull’etimologia latina invenire: inventare non come semplice menzogna, ma come atto del “trovare”. In un’epoca di identità costruite e maschere sociali, il teatro diventa lo spazio protetto in cui esplorare cosa sia autentico e cosa sia apparenza, trasformando la narrazione di sé in un atto artistico, etico e umano.
La Compagnia è stata selezionata per il festival perchè affianca alla produzione artistica una costante e non scontata ricerca sulla pedagogia teatrale, sviluppata soprattutto con adolescenti, giovani attori e comunità fragili. Il loro lavoro didattico si fonda sull’ascolto delle biografie personali, sulla relazione tra teatro e territorio e sulla creazione di “spazi di vicinanza” attraverso laboratori partecipativi. Nei percorsi con adolescenti, rifugiati e studenti delle scuole superiori utilizzano il teatro come pratica di espressione, costruzione identitaria e confronto collettivo. La loro ricerca pedagogica intreccia scrittura autobiografica, musica, narrazione e lavoro corale, privilegiando processi inclusivi e non competitivi.
