di Dario Fo e Franca Rame
regia Eugenio Allegri
con Matthias Martelli

Enfi Teatro – Produzione di Michele Gentile
audio e luci Loris Spanu
management artisti Serena Guidelli
amministratore di compagnia Stefano De Leonardis
organizzazione Carmela Angelini

“Mistero Buffo” non è il risultato di una ricerca libresca, astratta, sulla cultura popolare nel Medioevo, ma è innanzitutto la possibilità di ritrovare una nuova visione del mondo: quella della storia fatta dal popolo, vissuta e raccontata dal popolo stesso in opposizione alla storia ufficiale. In questo contesto il giullare era il giornale parlato del popolo. Attraverso la sua voce il popolo parlava in prima persona demistificando il sacro e il potere, utilizzando l’arma del riso e del grottesco. In questo senso Mistero Buffo non è una novità, ma fa parte della cultura europea da secoli, fin dal
Medioevo. In esso Dario Fo recupera una delle pochissime tradizioni autentiche del teatro italiano.

Il lavoro affonda le sue radici in una forma di teatro che, attraverso la lingua corporale ricostruita col suono, con le onomatopee, con scarti improvvisi di ritmo, con la mimica e la gestualità spiccata dell’attore, passa continuamente dalla narrazione all’interpretazione dei personaggi, trasformandoli all’occorrenza dal servo al padrone, dal povero al ricco, dal santo al furfante, per riprodurre sentimenti, reazioni, relazioni, e tutte quelle altre cose che costituiscono quella rappresentazione sacra e profana chiamata Commedia.

In questa messa in scena tocca a Matthias Martelli riportare in vita quei personaggi e riconsegnarli, se possibile, all’eternità del teatro. L’attore è solo in scena, senza trucchi, con l’intento di coinvolgere il pubblico nell’azione drammatica, passando in un lampo dal lazzo comico alla poesia, fino alla tragedia umana e sociale. Un linguaggio e un’interpretazione nuova e originale, nel segno della tradizione di un genere usato dai giullari medievali per capovolgere l’ideologia trionfante del tempo dimostrandone l’infondatezza.

LABORATORIO SU PRENOTAZIONE – per prenotare scrivere a formazione@ginesiofest.it

Il laboratorio è destinato a genitori e adulti che, nella relazione con bambini e ragazzi, vogliono sperimentare approcci diversi, utilizzando corpo, voce e creatività e risvegliando il loro “bambino” interiore.

Quella teatrale è l’unica “finzione” condivisa tra attore e pubblico a fin di bene e i bambini sono i primi ad apprendere “facendo finta di” e credendo con tutto il loro essere a quella finzione nella dimensione del gioco. Il laboratorio intende far sperimentare ai partecipanti nuove modalità per creare narrazioni, utilizzando mezzi espressivi corporei e la relazione. Verranno proposti esercizi di percezione, movimento e utilizzo dello spazio finalizzata alla creazione di una narrazione condivisa.

Temi trattati:

  • corpo, forma e movimento in relazione allo spazio
  • voce, suono e ritmo
  • prototipi narrativi, dialogo, monologo, coro

Operatrice: Genny Ceresani, docente di lettere, operatrice di teatro educazione formata presso ATGTP di Serra San Quirico (formazione triennale e master in regia e drammaturgia), danzatore e performer di II livello

Teatrino Pellidò è una compagnia formata da burattini e da Vincenzo Di Maio burattinaio/attore: “I burattini sono giovani attori di legno che nascono dalla lunga e gloriosa storia dei burattini italiani, dalla Commedia, dalla piazza, dalle risate del popolo e dei bambini, per arrivare ai personaggi inventati che interpretano storie antiche e moderne, grottesche e reali, riscrivendo le fiabe popolari italiane o parlando di temi storici o estremamente attuali. I burattini sono un modo antico artistico e allo stesso tempo artigianale per mettere in scena una storia, si animano dal basso infilandoli nelle mani…”,
ma questo non basta.

In questo laboratorio impareremo le basi per animarli in modo credibile e vitale

Questo laboratorio si propone di riuscire a scoprire la magia nascosta degli oggetti.
Oggetti che esistono, parlano e diventano. Oggetti che esistono, parlano e diventano come noi, come parte di noi. Un viaggio in un mondo fantastico in cui bambini e genitori avranno la possibilità di scoprire nuovi amici nascosti nella quotidianità delle cose.

Cos’è la danza? Come possiamo esprimere le nostre emozioni, i nostri sogni, le nostre pulsioni? Certo abbiamo la parola, ma è l’unica possibilità che abbiamo? È la scelta migliore per ognuno di noi, oppure ci sono altre modalità, altre forme d’espressione. La danza utilizza il movimento come espressione del sentire. Lo stesso fa il musicista con il suono, il pittore con i colori, lo scultore con la materia… L’arte diventa l’espressione, memoria, visione della natura umana.

RESTITUZIONE DEL LABORATORIO “2984 Fuga dall’Europa” dedicato agli studenti delle Scuole Superiori

2984 FUGA DALL’EUROPA di Roberto Gandini
L’Europa è sprofondata in una seconda era glaciale. Un terremoto globale ha spostato l’asse di rotazione terrestre. L’Europa ha preso il posto del Polo Nord. Il vecchio continente è diventato povero e inospitale. Vivere in Europa è quasi impossibile. L’Africa invece, è diventata una specie di paradiso. Gli africani hanno un solo problema, gli immigrati del nord, gli extra africani…

Cosi comincia la performance “2984 fuga dall’Europa”, che metteranno in scena i ragazzi. Durante gli incontri i partecipanti al laboratorio teatrale seguiranno un canovaccio che li porterà a creare dei dialoghi e delle scene coreografate. La chiave teatrale è quella del gioco e del divertimento attraverso la musica, accompagnata all’attenzione per gli aspetti dell’integrazione, valorizzando la diversità come risorsa e non come fonte di esclusione.

INGRESSO LIBERO

RESTITUZIONE DEL LABORATORIO “Nuove parole” con i giovani attori della Scuola del Teatro Stabile di Torino

A PPIEDI NUDI NELL’ERBA di Caroline Baglioni
Il testo trae ispirazione dalla vicenda Antoniani/Cappato. È un sogno, o forse un incubo. Cappato, come un Giuda moderno è stato accusato e etichettato come freddo e spietato per aver aiutato Fabiano Antoniani, in arte Dj Fabo a lasciare questa terra, accompagnandolo nella clinica Svizzera dove egli aveva scelto l’eutanasia per porre fine alle sue sofferenze. Giuda (un uomo semplice che ha aiutato un amico nel suo percorso di morte), dopo aver ricevuto una forte attenzione mediatica, è scomparso e riappare dopo anni in uno studio televisivo per cercare di riscattarsi e promuovere una nuova immagine di se stesso. Ma l’etichetta è più forte e Giuda decide di farla finita. In un viaggio che va dall’inferno al paradiso rincontra il suo amico Fabiano col quale avrà modo di approfondire le motivazioni delle loro scelte. L’eutanasia è un tema che divide e fa discutere, difficile davvero prendere una posizione netta su qualcosa che riguarda la cosa più preziosa che abbiamo, la nostra vita.

INGRESSO LIBERO, SENZA NECESSITÀ DI PRENOTAZIONE, FINO AD ESAURIMENTO POSTI