Data dell'evento 21 agosto
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Laboratori per bambini e famiglie
Laboratorio studenti Torino
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Spettacoli e performance
Spettacoli per bambini e famiglie
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25 agosto
20 agosto
21 agosto
22 agosto
23 agosto
24 agosto
Luogo dell'evento
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Auditorium di Sant'Agostino
Belvedere “Monti Azzurri” (Terrazza Residenza Municipale)
Chiostro Sant'Agostino
Colle Ascarano
Giardini "Giulietta Masina"
Giardini Chiesa SS Tommaso e Barnaba
Libreria "Tra le righe"
Oratorio San Filippo Neri
Ostello Comunale
Palestra I.I.O. "A. Gentili - V. Tortoreto"
Piazza Alberico Gentili
Residenza Municipale - Comune di San Ginesio
agosto
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Un'altra collaborazione che si consolida quest’anno è con l’attore
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Di e con Davide Calvaresi
in collaborazione con La Casa di Asterione e 7_8 chili
Un’altra collaborazione che si consolida quest’anno è con l’attore e performer marchigiano Davide Calvaresi, che nella sua costante ricerca di nuovi linguaggi per parlare al pubblico ha scritto, ad hoc per il festival, una passeggiata sonora dal titolo ‘Niente è come sembra’, spettacolo tout public, in collaborazione con La Casa di Asterione e 7_8 chili.
‘Niente è come sembra’ (30/8) è un’esperienza sensoriale e contemplativa, un invito a perdersi nell’ascolto e a riscoprire il paesaggio sonoro come memoria viva del territorio.
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testo e regia Giulia Scotti collaborazione al progetto Andrea Pizzalis consulenza Alessandra Ventrella con Giulia Scotti disegno luci Elena Vastano suono Lemmo Spettacolo vincitore del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2023 Menzione speciale bando Odiolestate 2023 Selezione Hystrio Festival 2025 coproduzione INDEX, Tuttoteatro.com residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t, Ferrara
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testo e regia Giulia Scotti
collaborazione al progetto Andrea Pizzalis
consulenza Alessandra Ventrella
con Giulia Scotti
disegno luci Elena Vastano
suono Lemmo
Spettacolo vincitore del Premio Tuttoteatro.com Dante Cappelletti 2023
Menzione speciale bando Odiolestate 2023
Selezione Hystrio Festival 2025
coproduzione INDEX, Tuttoteatro.com
residenza produttiva Carrozzerie | n.o.t, Ferrara Off Teatro
con il sostegno di IntercettAzioni – Centro di Residenza Artistica della Lombardia; Centro di Residenza della Toscana (Armunia – CapoTrave/Kilowatt), Comune di Sansepolcro; Olinda/TeatroLaCucina
un ringraziamento particolare a Daria Deflorian per il sostegno al progetto
Nella mia famiglia ci sono storie che non vengono raccontate nella convinzione che quello che non si dice non si saprà mai. Della storia di mia zia nessuno ha mai detto niente a me e a mio fratello, quello che sapevamo era che mio padre aveva tre sorelle e che adesso noi abbiamo due zie e che pertanto una delle tre non era più viva, Daniela. Non ho
ricordi di lei da viva, né di noi due insieme. C’è una sua fotografia, quella sì la ricordo, non mi è mai piaciuta, è un po’ sgranata, un po’ anonima, e la faccia di mia zia è gialla, o almeno così mi sembrava quando la guardavo da bambina.
È la foto che si consegna agli amici e ai parenti il giorno del funerale. Quando è morta nessuno me lo ha detto. Ho un’immagine di quel pomeriggio. Sto camminando per la casa, mi fermo davanti al bagno dei miei genitori, ho come un presentimento. La porta è semi aperta, io guardo dentro: c’è mio padre, in piedi, con le braccia lunghe, tese, appoggiate al lavandino, sta piangendo, piange disperato, trema, si scuote, ma senza fare rumore. Ricordo di essermi preoccupata perché non avevo mai visto mio padre piangere. Sono cresciuta e non ci ho più pensato: mia zia era morta e la morte fa venire tristezza, per questo, immaginavo, nessuno ne parlava mai. Poi un giorno, avevo venticinque anni, mio padre è venuto da me e mi ha raccontato la storia di Daniela. Lo ha fatto senza fermarsi, senza omettere niente, come se aspettasse quel momento da tutta la vita. Questa è la storia di mia zia come l’ho saputa da mio papà, è la storia di un uomo che vuole salvare sua sorella dalla morte ma non ci riesce.
Quasi tutto è vero, alcuni pezzi sono inventati.
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Un'altra collaborazione che si consolida quest’anno è con l’attore
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Di e con Davide Calvaresi
in collaborazione con La Casa di Asterione e 7_8 chili
Un’altra collaborazione che si consolida quest’anno è con l’attore e performer marchigiano Davide Calvaresi, che nella sua costante ricerca di nuovi linguaggi per parlare al pubblico ha scritto, ad hoc per il festival, una passeggiata sonora dal titolo ‘Niente è come sembra’, spettacolo tout public, in collaborazione con La Casa di Asterione e 7_8 chili.
‘Niente è come sembra’ (30/8) è un’esperienza sensoriale e contemplativa, un invito a perdersi nell’ascolto e a riscoprire il paesaggio sonoro come memoria viva del territorio.
27agosto21:30Bubaro dei Bubari21:30 Chiostro Sant'AgostinoTipologia Evento:Spettacoli e performance
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di Carolina Balucani regia Antonio Latella con Chiara Ferrara e Luca Ingravalle scene Giuseppe Stellato costumi Graziella Pepe musiche e suono Franco Visioli
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di Carolina Balucani
regia Antonio Latella
con Chiara Ferrara e Luca Ingravalle
scene Giuseppe Stellato
costumi Graziella Pepe
musiche e suono Franco Visioli
luci Simone De Angelis
assistente alla regia Riccardo Rampazzo
assistente alla regia dottorando ANAD Danilo Maglio
produzione Teatro Stabile dell’Umbria
Bùbaro dei Bùbari, nuova produzione del TSU dal testo dell’autrice umbra Carolina Balucani con la regia di Antonio Latella, è un racconto crudo e poetico su due giovani in fuga.
«Un fratello e una sorella, forse non in questo ordine, che per me sono fratello e sorella non solo per quel legame dato dal DNA, ma anche perché sono parte di una comunità. Un luogo che non è e non sarà mai casa. Una casa che non è e non sarà mai luogo. Una cabina telefonica che è luogo e casa, ma anche totem di ciò che è e che dovrebbe essere il presente, e tomba delle voci di un padre e di una figlia che non hanno e non avranno mai corpo. Cosa vuol dire essere “nomadi” oggi? È una scelta o è una condizione non voluta? Le parole di Carolina Balucani si fanno testo teatrale, ma sono anche il tentativo di creare, attraverso vari stili, un nuovo modo di fare letteratura teatrale. Questa sua libertà e questo suo coraggio verranno chiesti anche ai due giovanissimi interpreti e a tutti i collaboratori. Liberarsi da ciò che si ha per provare a far spazio a ciò che forse non si avrà mai: è come se la Balucani lo chiedesse, è come se tentasse di codificare un nuovo modo del dire, un modo forse storto, forse zoppo, in un precario equilibrio, quello che usano i trampolieri per vincere la forza di gravità e gridare “io esisto”, nonostante lo schifo. Io sono parte di questo universo che mi ha insegnato a mentire per essere creduto. La verità la dice chi mente meglio, e questa verità è ciò che mi appassiona e che mi fa affrontare con una inaspettata giovinezza questo nuovo testo italiano di questa giovane autrice».
Antonio Latella
«Ho immaginato una lingua nomade, sporcata dall’inflessione dell’ultimo luogo dove si è fermata. Una lingua capace di straniarsi e rendere la prima persona singolare una terza persona singolare, quando chi la pronuncia parla di sé e si guarda da fuori, e si vede con gli occhi degli Altri. Familiare come un legame di sangue, per chi è straniero in tutte le terre e in tutte le terre è allontanato dagli Altri. Nasconde sempre dentro un’altra lingua. Il nomadismo non è stato solo un vagabondaggio celestiale, perché nasceva per sfuggire dall’oppressione. Dedico questa scrittura a un popolo oppresso e nomade che non ha mai rivendicato una terra e non ha mai dichiarato guerra a nessuno. Spero che salga, attraverso la fiaba, su un palcoscenico occidentale. I fari dell’Occidente illumineranno la recita a cui spesso è costretto per sopravvivere».
Carolina Balucani
