Data dell'evento 24 agosto
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Laboratori per bambini e famiglie
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Spettacoli e performance
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24 agosto
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Auditorium di Sant'Agostino
Belvedere “Monti Azzurri” (Terrazza Residenza Municipale)
Chiostro Sant'Agostino
Colle Ascarano
Giardini "Giulietta Masina"
Giardini Chiesa SS Tommaso e Barnaba
Libreria "Tra le righe"
Oratorio San Filippo Neri
Ostello Comunale
Palestra I.I.O. "A. Gentili - V. Tortoreto"
Piazza Alberico Gentili
Residenza Municipale - Comune di San Ginesio
agosto
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Regia Leonardo Lidi con Tommaso Rocco Arquilla, Angelica Beccari, Giulia Boffa, Enrica Daniele, Marika Favilla, Flavia Federici, Alessandro Glorioso, Andrea Guspini, Andrea Madaro, Michelangela Marinelli, Giovanni Marra, Edda Marrone,
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Regia Leonardo Lidi
con Tommaso Rocco Arquilla, Angelica Beccari, Giulia Boffa, Enrica Daniele, Marika Favilla, Flavia Federici, Alessandro Glorioso, Andrea Guspini, Andrea Madaro, Michelangela Marinelli, Giovanni Marra, Edda Marrone, Linda Morando, Pietro Nalesso, Giulio Nicotra, Dario Pensabene Bellavia, Sabri Ayoube
produzione Teatro Stabile di Torino
«Il taccuino di Trigorin è la realizzazione del sogno di una vita, accarezzato da Tennessee Williams,di interpretare Il gabbiano, che definiva “il primo e più straordinario dei testi teatrali moderni”. Williams aveva ventiquattro anni ed era ancora “Tom” quando scoprì Čechov. Usciva da un esaurimento nervoso, scatenato dalla necessità di battere a macchina otto ore al giorno gli ordini di una fabbrica di scarpe, per poi scrivere tutta la notte. Convalescente in casa dei nonni a Memphis nell’estate del 1935, lesse Čechov per la prima volta nella biblioteca del vicino Rhodes College. Subito attratto dai racconti, lesse poi le lettere e i testi teatrali e trovò nella vita di Čechov un’affinità con la propria. Vedeva la sua famiglia come se fosse un dramma di Čechov: un gruppo di persone infelici legate una all’altra dalle circostanze e dal sangue, che vivevano la loro routine nella frustrazione…»
Monica Capuani
Questa prima parte di introduzione di Monica Capuani mi ha confermato quello che, tra indizi sparsi nei testi e similitudini grammaticali, ho sempre sospettato. Cechov e Williams sono legati, per volontà del secondo, da un filo indissolubile. Questo è il motivo per il quale dopo la bellissima esperienza Cechov ho deciso di riprendere la strada Williams, cominciata anni fa con “Lo zoo di vetro” e ripresa ora con “La Gatta sul tetto che scotta”, per un altro viaggio indimenticabile. “Il taccuino di Trigorin” non è sicuramente il testo più riuscito di Tennessee ma un omaggio al suo (al mio, e a chi sa di quanti altri) idolo indiscusso: semplicemente uno spettacolo che mi sembrerebbe strano non fare. L’ho scelto come saggio di secondo anno per gli Allievi della Scuola del Teatro Stabile di Torino, del quale sono Direttore e, spero, promotore di un’idea di teatro collettivo. Un teatro che nasce da Cechov, passa da Williams e arriva a Woody Allen. Chi sarà il prossimo?
30agosto21:30Cani lunari21:30 Chiostro Sant'AgostinoTipologia Evento:Spettacoli e performance
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Coreografia e Regia Francesco Marilungo Con Vera Di Lecce, Barbara Novati, Roberta Racis, Alice Raffaelli, Francesca Linnea Ugolini Costumi Lessico
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Coreografia e Regia Francesco Marilungo
Con Vera Di Lecce, Barbara Novati, Roberta Racis, Alice Raffaelli,
Francesca Linnea Ugolini
Costumi Lessico Familiare
Musica e Vocal Coaching Vera Di Lecce
Luce e Spazio Gianni Staropoli
Direzione Tecnica Gianluca Sacco
Foto e Video Luca Del Pia
Produzione Körper | Centro Nazionale di Produzione della Danza
Coproduzione SNAPORAZVEREIN, IRA Institute
con il sostegno di ResiDance – azione del Network Anticorpi XL
Centro di Residenza della Toscana (Fondazione Armunia Castiglioncello – CapoTrave/Kilowatt Sansepolcro), AMAT – Associazione Marchigiana per le Attività Teatrali, Consorzio PUGLIA CULTURE – Consorzio Regionale per le Arti e la Cultura in collaborazione con Associazione Menhir / festival LE DANZATRICI en plein air di Ruvo di Puglia e Ass. Cult. TEATRO MENZATI’/ TEX – Il Teatro dell’ExFadda di San Vito dei Normanni (Puglia).
con il sostegno di Cross Festival, Fondazione Egri Centro di Rilevante interesse per la Danza e Primavera dei Teatri Castrovillari
con il contributo di Marosi Festival, Teatro delle Moire,
Centro Coreografico Nazionale Aterballetto
Nei mesi invernali quando la luna è piena o quasi, può capitare che la sua luce venga rifratta dai cristalli di ghiaccio presenti nelle alte nubi generando un alone circolare attorno al satellite con due bagliori simmetrici ai lati: i cani lunari. Fenomeni atmosferici che la tradizione popolare leggeva come presagi di tempesta ma che erano anche segnali di passaggio, varchi visivi verso l’invisibile.
CANI LUNARI è un progetto coreografico che attraversa questi varchi e si immerge in un immaginario radicato nel femminile arcaico, nei saperi magici, nei corpi estatici. Un’indagine sensibile attorno alla figura della strega, della guaritrice: non come residuo folklorico o stereotipo demonizzato, ma come emblema di un sapere marginale e potente, che resiste alle logiche dell’utile e del visibile.
Attraverso un processo di ricerca che unisce materiali d’archivio, testimonianze orali, iconografie folkloriche e pratiche corporee, CANI LUNARI costruisce un rito performativo in cui il corpo danza la trance, l’estasi, la metamorfosi. Le performer con in mano corvi imbalsamati – anime fuoriuscite, animali guida, spiriti della soglia – compiono gesti sospesi tra rito e finzione, magia e gioco teatrale. Il movimento si nutre di frammentazioni, zoppie, gesti arcaici e improvvisi slittamenti verso l’animalità, evocando un mondo in cui il confine tra umano e ultra-umano è poroso e mobile. Il corpo si muove “sopra acqua e sopra vento”, secondo formule antiche che ancora oggi risuonano in alcuni territori italiani, ai margini.
Nel cuore del progetto si annida anche una riflessione sul corpo isterico, luogo femminile di crisi ed enigma, storicamente associato alla figura della strega e allo stato di possessione. Le fotografie ottocentesche della Salpêtrière diventano materiale simbolico da incarnare: corpi fuori controllo, attraversati dall’invisibile, che performano un sapere altro.
Il corpo della strega diventa organismo di passaggio tra dimensioni – come scriveva John Cotta, “non viaggiatrice tra mondi, ma luogo dell’incontro tra diverse sfere dell’essere”. CANI LUNARI rievoca un sapere che è politico e sensoriale, un’epistemologia incarnata. L’anima, uccello o fiato, esce dalla bocca, vola, si stacca e poi ritorna nel corpo. Come nelle confessioni estorte alle donne perseguitate – spesso visionarie, narratrici, guaritrici – il corpo diventa racconto, rito di guarigione, esercizio di sopravvivenza.
Il paesaggio sonoro, firmato da Vera Di Lecce, intreccia elettronica e suono naturale, canti orali e formule magiche, in una partitura sospesa tra il terrestre e il divino.
CANI LUNARI è un attraversamento, un sabba bianco, un rituale collettivo per re-incantare il mondo.
