A cura della compagnia Bartolini/Baronio
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La compagnia Bartolini/Baronio quest’anno propone al festival
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La compagnia Bartolini/Baronio quest’anno propone al festival il laboratorio intensivo per adolescenti: “Le cose che inventiamo”, prendendo ispirazione dalle parole di Chandra Livia Candiani — “Tutto brucia di illusione di incantamento” — il percorso invita i ragazzi a indagare il confine tra realtà e finzione. Il titolo stesso gioca sull’etimologia latina invenire: inventare non come semplice menzogna, ma come atto del “trovare”. In un’epoca di identità costruite e maschere sociali, il teatro diventa lo spazio protetto in cui esplorare cosa sia autentico e cosa sia apparenza, trasformando la narrazione di sé in un atto artistico, etico e umano.
La Compagnia è stata selezionata per il festival perchè affianca alla produzione artistica una costante e non scontata ricerca sulla pedagogia teatrale, sviluppata soprattutto con adolescenti, giovani attori e comunità fragili. Il loro lavoro didattico si fonda sull’ascolto delle biografie personali, sulla relazione tra teatro e territorio e sulla creazione di “spazi di vicinanza” attraverso laboratori partecipativi. Nei percorsi con adolescenti, rifugiati e studenti delle scuole superiori utilizzano il teatro come pratica di espressione, costruzione identitaria e confronto collettivo. La loro ricerca pedagogica intreccia scrittura autobiografica, musica, narrazione e lavoro corale, privilegiando processi inclusivi e non competitivi.
